Strati: 27, 28, 29, 38, sabbie di probabile origine eolica, indicatori di un clima più arido.

Strati detritici: 9, 11, 13, 15, 17, 22, 32, 35, 37, 43 sono livelli clastici in matrice marnosa, con grani sabbiosi, frammenti di silice, e ciottoli di piccole e medie dimensioni. La loro presenza mette in luce l’au,emnto del carico solido degli affluenti legato ad un aumento delle portate. Nello strato 37 è presente tra i molluschi terrestri, Pupilla Muscorum, tipica di un clima freddo con poca vegetazione arborea.

Strati neri: 20, 24, 30, 33, 40, 42 costituiti da argilla con materiale organico di colore scuro, che corrispondono a fasi di parziale o totale essiccamento del lago. Sono dunque dei paleosuoli in cui risulta la presenza dell’uomo testimoniata dal rinvenimento dei manufatti litici. Questi strati dovrebbero corrispondere a fasi più aride del clima. Talora si intercalano sedimenti  messi in posto per soliflussione.

 

Unità  D

Si tratta di depositi (suolo e risedimenti di suolo) con giacitura discordante, per mezzo di una superficie di erosione, sulle unità C e B (identificata come Strato 44 da Radmilli) la cui origine è attribuita ad una forte erosione dovuta a ruscellamento tipica di climi subtropicali. Al di sopra della superficie di erosione vi è lo Strato 45: un deposito di riempimento delle tasche erosive sottostanti. Con lo Strato 46 si determina un brusco cambiamento delle condizioni climatiche, la sedimentazione è costituita da clasti a spigoli vivi, nelle quali le industrie litiche risultano anche rimaneggiate. Lo Strato 47 presenta le stesse caratteristiche dello strato 45, indicando il ripetersi di una fase con condizioni di clima caldo umido meno accentuate della precedente.

La stratigrafia di Valle Giumentina è costituita da quattro unità deposizionali ciascuna pertinente ad un particolare momento della sua storia geologica. Le quattro unità  colmano un profondo alveo fluviale inciso in rocce carbonatiche, prevalentemente costituite da calcari di età Miocene medio e superiore.

 

Unità A

L’Unità è suddivisa in tre “strati”sulla base della maggiore componente di ciottoli o di blocchi:

Strato 1: conglomerati con ciottoli di rocce affioranti fuori l’attuale bacino e pertinenti sia la Montagna della Maiella che del Morrone. I ciottoli ben cerniti, sono immersi in una fine matrice argilloso calcarea bianca, e sono organizzati con geometrie a stratificazione incrociata tipica di un regime fluviale torrentizio in un contesto climatico con precipitazioni abbondanti e regolari.

Strato 2: stessi ciottoli dello strato precedente con intercalati blocchi di dimensioni anche. metriche generati da frane a monte del bacino.

Strato 3: conglomerati con ciottoli eterometrici extrabacinali immersi in una matrice fine gialla compatta, che talora costituisce crostoni intercalati originatisi per forte evaporazione in un contesto arido con estati calde e secche, proprie di un clima subtropicale.

 

Unità B

Giace in discordanza sull’unità sottostante, ed è costituita da depositi di versante, brecce in banchi e nastriformi, con giacitura clinostratificata, i clasti appartengono alle formazioni di rocce affioranti nel bacino Le strutture sedimentarie evidenziano una messa in posto per soliflusso (debris flow) in un contesto periglaciale. Questa unità è suddivisa in cinque “strati”:

Strato 4: brecce compatte con cemento di colore rossastro organizzata in strati paralleli al pendio. I clasti derivati da mostrano uno splendore metallico e distacchi per fenomeni di gelivazione, riconducibili ad un clima freddo umido.

Strato 5:  clasti e cemento come lo strato 4 ma le brecce non sono disposte parallelamente al pendio e sono disposte a “rosetta” o “carciofo”, morfologie indotte per deformazioni sotto coltre nivale in un contesto climatico freddo molto marcato. Il cemento rossastro presente nelle brecce è secondario, ovverosia è derivato dalla dissoluzione e rideposizione di un sedimento eolico in un contesto di clima arido.

Strato 6: crosta molto dura dello spessore di 2-10 cm composta da un sedimento granulare giallo, da un sedimento duro bruno ed infine un sedimento duro grigio-nero a splendore metallico. Si tratta di una crosta ferro-manganesiera di alterazione dello strato precedente formatasi in contesto climatico molto arido e caldo.

Strato 7: stesse caratteristiche dello strato 4. Strato 8: stesse caratteristiche dello strato 6.

 

Unità C

L’unità è discordante su quella sottostante ed è costituita da sedimenti organizzati in sottili lamine depostisi in un ambiente lacustre poco profondo. Le lamine sono variamente colorate: fanghi calcarei e farine fossili bianche, sabbie gialle, grigiastre e verdastre, argille brune e nere, livelli con conglomerati medi con ghiaie ben sciacquate bianche. I livelli sono qui descritti per  facies:

Strati: 19, 21, 23, 25, 26, 31, 34, 36, 39, 41, di colore bianco composti da farina fossile e da fango calcareo sia chimico che detritico disciolto da rocce del bacino. Clima fresco con precipitazioni abbondanti e regolari.

Strati: 10, 12, 14, 16, 18 di colore grigio e bruno, marnosi talvolta con elevato contenuto organico. Indicano una sedimentazione in acque tranquille poco ossigenate.

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STRATIGRAFIA del GIACIMENTO 

di Valle Giumentina

 

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